NapoliVitaMia. Sito di news dei tifosi del Calcio Napoli, calciomercato, esclusive e tanto altro.
mercoledì 24 agosto 2011
4-4-2: ''Shaqiri ultimo colpo ad effetto dei partenopei!''
Secondo quanto riferisce il portale svizzero 4-4-2.com, dopo la sconfitta di Barcellona il Napoli avrebbe preso coscienza del fatto di doversi rinforzare ed avrebbe pensato di rilanciare l'offerta per il 19enne trequartista del Basilea, Xherdan Shaqiri. Si attenderebbe dunque un'offerta concreta da parte del club partenopeo a quello svizzero nei prossimi giorni.
Setti:"Ramirez è stato tolto dal mercato, ma se il Napoli ci fa un'offerta interessante..."
Maurizio Setti, vicepresidente del Bologna, è intervenuto nel corso di "Si gonfia la rete" su Radio Crc ed ha parlato di Ramirez e Britos. Ecco quanto evidenziato da NapoliVitaMia: "Ramirez è un giocatore del Bologna che ha un contratto di altri quattro anni, quindi siamo tranquilli. Non può tornarsene in Uruguay perchè le clausole non lo prevedono e sono certo che il ragazzo sia stato un po' montato da tutte le voci e dai suoi procuratori. Non è andata a buon fine la trattativa con la Fiorentina e l'abbiamo tolto dal mercato. Se poi domattina si presenta il Napoli con un'offerta importante, se ne potrà parlare. Bologna non è una piazza che può ambire alla Champions, quindi non vogliamo costringere i nostri giocatori a restare in ombra qui, ma non possiamo nemmeno castrarci da soli dando via i migliori giocatori per pochi spiccioli. Il ragazzo è giovane, ha 20 anni ed è più influenzabile rispetto a colleghi più grandi rispetto all'idea di giocare in club più importanti. Se abbiamo parlato col Napoli di Ramirez? Giusto ad inizio mercato c'è stato qualche pour parler, ma ?non solo col Napoli con cui, concretamente, non si è mai davvero parlato di nulla. Britos? E' un buon giocatore, peccato per l'infortunio. Ha doti tecniche che qui a Bologna stiamo ancora rimpiangendo e, appena guarirà, lo dimostrerà: il suo costo, dunque, è equo in funzione del suo valore", ha concluso Setti.
De Laurentiis: "Voglio fare del Napoli il nuovo Barcellona. Ho fiducia in Mazzarri. Infortunio Britos? Mi aspetto un grande Victor Ruiz"
Il viaggio nel futuro è una panoramica a trecentosessanta gradi da memorizzare con gli occhi fissi come telecamere e il database della memoria che registra, elabora, progetta: e in quel pianeta Barça, l’universo calcistico abitato da marziani, i dettagli e i particolari rappresentano la sintesi di una rivoluzione da muovere con piccoli passi: "Tutto molto bello, qui c’è l’evoluzione. Ma noi possiamo fare altrettanto. Il Barcellona ha i trofei, ma il Napoli ha la sua storia, che poi è anche storia del calcio. E quando dico che un giorno noi vorremmo essere come loro, non esagero".
FULL IMMERSION - Il calcio osservato dal buco della serratura è un concentrato di luoghi comuni, di interpretazioni vaghe o (persino) di leggende metropolitane: ma l’Università del football, vivisezionata nelle viscere, è la cartina di tornasole che Aurelio De Laurentiis scruta al termine di una giornata di full immersion tra la Ciutat Esportiva – e dunque la Cantera – e il Museo, tra il Camp Nou e i segreti mai confessati di un club con il quale è esplosa simpatia ed è emersa l’empatia: "Un esempio, ci mancherebbe: però credo che anche Napoli abbia le potenzialità per diventare una potenza. Nel nostro piccolo, in sette anni, qualcosa abbiamo fatto. Ma io in testa ho talmente tante idee. Io so di avere tifosi impagabili, e a loro dico di non farsi condizionare dal 5-0 del Gamper".
NOI COME IL REAL - Il tour nel mito comprende la radiografia completa d’un processo imprenditoriale-culturale che merita approfondimento e il De Laurentiis curiosone che ha scelto di capire e se ne è andato con il dg Fassone – ma pure con l’architetto, Gundi Widmann – a fare una gita in Barça, nella sua agenda personale infila post it che comprendono input sulla cantera strappati a Guillermo Amor e strategie societarie confessate da Andoni Zubizarreta, prima di intrufolarsi tra le fontanelle del bilancio, conversando con il reponsabile del marketing, Laurent Colette: "I numeri sono giganteschi, però quest’anno il Barcellona sarà costretto a chiudere con un lieve passivo; noi, e credo sia un merito, riusciamo a definire il bilancio in attivo. Ciò non significa che siamo più bravi, ci mancherebbe: ma che siamo attenti al nostro processo di crescita. I risultati vanno letti a tutto campo, anche e soprattutto dal punto di vista finanziario: perché i conti garantiscono il futuro della società. La sconfitta di lunedì non mi allarma, anzi ai ragazzi ho detto di stare tranquilli e di far coraggio a Britos: pure il Real Madrid ne prese cinque, in gara vera. E allora, filosoficamente, possiamo già sentirci al livello deiblancos...".
IL "CAMPUS" - L’erba dei vicini è sempre più verde, ma quella della Ciutat Esportiva è un inno alla speranza, un giardino in cui lasciar germogliare i talenti allo stato puro, prima di lanciarli incontro alla gloria. Le dieci e trenta del mattino, intorno c’è la freschezza della cantera, ragazzi che sprizzano felicità perché hanno appena firmato un contratto per sognare, e le immagini di quel 5-0 sul Napoli che scivolano sui televisori al plasma e spingono a riderci un po’ («m’accogliete così...?») sono ormai il passato: "Guardo avanti, consapevole della consistenza della squadra e di Mazzarri. Ho fiducia in lui, nel suo metodo, nelle sue scelte. Sul mercato non torneremo, perché in organico abbiamo Victor Ruiz, che ci avrebbero pagato più di quanto c’è costato. E ciò dimostra una volta di più la bontà dei nostri investimenti. Sui giovani ci abbiamo sempre creduto, è stata la nostra filosofia, e lo dimostra l’organico: continueremo su questo solco, scrutando orizzonti sempre più ampi".
STADIO & MUSEO - L’altra faccia della luna è marketing ridondante con lo store, uno stadio comodo ancorché anzianotto (54 anni, portati però benino), un museo carico di suggestioni che esibisce coppe, medaglie e sforna immagini da pelle d’oca: "La tentazione di fare altrettanto a Napoli è forte, perché la storia di Maradona su tutti, poi quella di Sivori, quella di Zoff, quella di Careca, quella di Krol, è lì che parla. Sarebbe bello innovare, avvicinando, che so, un eventuale museo del Napoli alle accattivanti creazioni degli Universal Studios di Los Angeles, con scene dei campioni che hanno vestito la nostra maglia ad abbracciare, a travolgere i visitatori, un po’ come accade negli Usa. Noi non ci fermiamo e la mia presenza qui ne è testimonianza. Ora mi rimetto in viaggio, vado al sorteggio Champions a Montecarlo, dove spero che l’urna mi regali il Bayern Monaco o una inglese. Frequentando le grandi, si matura più in fretta. E io voglio fare del Napoli, ma con il giudizio che serve, un nuovo Barcellona. Noi, come loro, abbiamo la forza dell’amore della gente". Muy bien!
FULL IMMERSION - Il calcio osservato dal buco della serratura è un concentrato di luoghi comuni, di interpretazioni vaghe o (persino) di leggende metropolitane: ma l’Università del football, vivisezionata nelle viscere, è la cartina di tornasole che Aurelio De Laurentiis scruta al termine di una giornata di full immersion tra la Ciutat Esportiva – e dunque la Cantera – e il Museo, tra il Camp Nou e i segreti mai confessati di un club con il quale è esplosa simpatia ed è emersa l’empatia: "Un esempio, ci mancherebbe: però credo che anche Napoli abbia le potenzialità per diventare una potenza. Nel nostro piccolo, in sette anni, qualcosa abbiamo fatto. Ma io in testa ho talmente tante idee. Io so di avere tifosi impagabili, e a loro dico di non farsi condizionare dal 5-0 del Gamper".
NOI COME IL REAL - Il tour nel mito comprende la radiografia completa d’un processo imprenditoriale-culturale che merita approfondimento e il De Laurentiis curiosone che ha scelto di capire e se ne è andato con il dg Fassone – ma pure con l’architetto, Gundi Widmann – a fare una gita in Barça, nella sua agenda personale infila post it che comprendono input sulla cantera strappati a Guillermo Amor e strategie societarie confessate da Andoni Zubizarreta, prima di intrufolarsi tra le fontanelle del bilancio, conversando con il reponsabile del marketing, Laurent Colette: "I numeri sono giganteschi, però quest’anno il Barcellona sarà costretto a chiudere con un lieve passivo; noi, e credo sia un merito, riusciamo a definire il bilancio in attivo. Ciò non significa che siamo più bravi, ci mancherebbe: ma che siamo attenti al nostro processo di crescita. I risultati vanno letti a tutto campo, anche e soprattutto dal punto di vista finanziario: perché i conti garantiscono il futuro della società. La sconfitta di lunedì non mi allarma, anzi ai ragazzi ho detto di stare tranquilli e di far coraggio a Britos: pure il Real Madrid ne prese cinque, in gara vera. E allora, filosoficamente, possiamo già sentirci al livello deiblancos...".
IL "CAMPUS" - L’erba dei vicini è sempre più verde, ma quella della Ciutat Esportiva è un inno alla speranza, un giardino in cui lasciar germogliare i talenti allo stato puro, prima di lanciarli incontro alla gloria. Le dieci e trenta del mattino, intorno c’è la freschezza della cantera, ragazzi che sprizzano felicità perché hanno appena firmato un contratto per sognare, e le immagini di quel 5-0 sul Napoli che scivolano sui televisori al plasma e spingono a riderci un po’ («m’accogliete così...?») sono ormai il passato: "Guardo avanti, consapevole della consistenza della squadra e di Mazzarri. Ho fiducia in lui, nel suo metodo, nelle sue scelte. Sul mercato non torneremo, perché in organico abbiamo Victor Ruiz, che ci avrebbero pagato più di quanto c’è costato. E ciò dimostra una volta di più la bontà dei nostri investimenti. Sui giovani ci abbiamo sempre creduto, è stata la nostra filosofia, e lo dimostra l’organico: continueremo su questo solco, scrutando orizzonti sempre più ampi".
STADIO & MUSEO - L’altra faccia della luna è marketing ridondante con lo store, uno stadio comodo ancorché anzianotto (54 anni, portati però benino), un museo carico di suggestioni che esibisce coppe, medaglie e sforna immagini da pelle d’oca: "La tentazione di fare altrettanto a Napoli è forte, perché la storia di Maradona su tutti, poi quella di Sivori, quella di Zoff, quella di Careca, quella di Krol, è lì che parla. Sarebbe bello innovare, avvicinando, che so, un eventuale museo del Napoli alle accattivanti creazioni degli Universal Studios di Los Angeles, con scene dei campioni che hanno vestito la nostra maglia ad abbracciare, a travolgere i visitatori, un po’ come accade negli Usa. Noi non ci fermiamo e la mia presenza qui ne è testimonianza. Ora mi rimetto in viaggio, vado al sorteggio Champions a Montecarlo, dove spero che l’urna mi regali il Bayern Monaco o una inglese. Frequentando le grandi, si matura più in fretta. E io voglio fare del Napoli, ma con il giudizio che serve, un nuovo Barcellona. Noi, come loro, abbiamo la forza dell’amore della gente". Muy bien!
martedì 16 agosto 2011
Napoli-Genoa, biglietti in vendita da domani: ecco i prezzi.
Da mercoledì 17 agosto alle ore 10.00 sono in vendita i biglietti per Napoli-Genoa, prima giornata di Serie A, in programma domenica 28 agosto alle ore 18.00 al San Paolo. I tagliandi si potranno acquistare al Botteghino 5 dello stadio e nelle abituali ricevitorie abilitate. E' consentito l'acquisto di un solo tagliando a persona ed è vietato il cambio utilizzatore.
Napoli-Genoa: i prezzi
SETTORE PREZZO PREVENDITA
Tribuna Onore Euro 129 + Euro 1
Tribuna Posillipo Euro 74 + Euro 1
Tribuna Nisida Euro 44 + Euro 1
Distinti Euro 34 + Euro 1
Tribuna Laterale Primo Anello Euro 24 + Euro 1
Curve Euro 9,50 + Euro 0,50
Napoli-Genoa: prezzi ridotti (donne e under 16)
SETTORE PREZZO PREVENDITA
Tribuna Onore Euro 99 + Euro 1
Tribuna Posillipo Euro 49 + Euro 1
Tribuna Nisida Euro 34 + Euro 1
Distinti Euro 24 + Euro 1
Tribuna Laterale Primo Anello Euro 17 + Euro 1
Curve ---------- ----------
Napoli-Genoa: i prezzi
SETTORE PREZZO PREVENDITA
Tribuna Onore Euro 129 + Euro 1
Tribuna Posillipo Euro 74 + Euro 1
Tribuna Nisida Euro 44 + Euro 1
Distinti Euro 34 + Euro 1
Tribuna Laterale Primo Anello Euro 24 + Euro 1
Curve Euro 9,50 + Euro 0,50
Napoli-Genoa: prezzi ridotti (donne e under 16)
SETTORE PREZZO PREVENDITA
Tribuna Onore Euro 99 + Euro 1
Tribuna Posillipo Euro 49 + Euro 1
Tribuna Nisida Euro 34 + Euro 1
Distinti Euro 24 + Euro 1
Tribuna Laterale Primo Anello Euro 17 + Euro 1
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Napoli, nel pomeriggio ripresa a Castel Volturno.
Il Napoli prosegue gli allenamenti a Castelvolturno. Dopo due giorni di riposo - riporta il sito ufficiale - gli azzurri preparano il match con il Barcellona per il Trofeo Gamper di lunedì 22 agosto al Camp Nou. Oggi seduta pomeridiana.
Chávez: "A breve sarò del Napoli. Non vedo l'ora di indossare quella maglia. Lavezzi idolo assoluto"
Il Napoli prepara l'ennesimo colpo di mercato proveniente dal Sudamerica. In arrivo Cristian Chávez, attaccante classe '87 del San Lorenzo de Almagro. Di seguito sensazioni ed emozioni dell'argentino, raccolte in un'intervista rilasciata alla redazione di NapoliVitaMia.
Chavez-Napoli, ci siamo. Quanto manca per il tuo trasferimento in maglia azzurra?
"Devo parlare con il presidente del San Lorenzo, Carlos Abdo, per definire alcuni dettagli. In poche ore sarò un giocatore del Napoli. Si tratta di un passo molto importante per me"
La maglia azzurra si avvicina sempre di più. Emozionato?
"Sono molto felice. Ho atteso a lungo questa opportunità di trasferirmi in Europa. Ora è arrivato il Napoli, un grandissimo club dove gioca il mio idolo: Ezequiel Lavezzi. Sono pronto a dare il massimo per questa gloriosa maglia, una delle più importanti del mondo. Voglio fare la storia di questo club"
Quali sono le tue caratteristiche migliori?
"Sono un attaccante rapido. Posso giocare anche da centrocampista destro. Nella scorsa stagione ho segnato 15 gol con la maglia dell'Atlético Tucumán"
Il reparto offensivo del Napoli dispone già di calciatori importanti come Lavezzi, Hamsik e Cavani. Quali sono le tue aspettative?
"Prima di tutto voglio ambientarmi bene al calcio italiano. Spero di poter competere con loro per giocarmi un posto da titolare. Sarà dura, ma ci proverò"
Conosci le cifre dell'operazione?
"Non c'è ancora nulla di definito. Tuttavia esiste una clausola rescissoria di 1.300.000 dollari. Presidente ed allenatore del San Lorenzo stanno cercando di trattenermi fino a dicembre. Tutto si deciderà in queste ore"
Quando arriverai a Napoli?
"Il mio agente mi ha detto che tra mercoledì e giovedì firmerò il contratto quinquennale con il Napoli. Non vedo l'ora di arrivare e di mettermi a disposizione"
Cristian per chiudere, il tuo saluto ai tifosi azzurri...
"Attraverso il vostro sito mando un saluto affettuoso a tutti i tifosi del Napoli. Spero di regalarvi tanta felicità, darò tutto per questa maglia"
Chavez-Napoli, ci siamo. Quanto manca per il tuo trasferimento in maglia azzurra?
"Devo parlare con il presidente del San Lorenzo, Carlos Abdo, per definire alcuni dettagli. In poche ore sarò un giocatore del Napoli. Si tratta di un passo molto importante per me"
La maglia azzurra si avvicina sempre di più. Emozionato?
"Sono molto felice. Ho atteso a lungo questa opportunità di trasferirmi in Europa. Ora è arrivato il Napoli, un grandissimo club dove gioca il mio idolo: Ezequiel Lavezzi. Sono pronto a dare il massimo per questa gloriosa maglia, una delle più importanti del mondo. Voglio fare la storia di questo club"
Quali sono le tue caratteristiche migliori?
"Sono un attaccante rapido. Posso giocare anche da centrocampista destro. Nella scorsa stagione ho segnato 15 gol con la maglia dell'Atlético Tucumán"
Il reparto offensivo del Napoli dispone già di calciatori importanti come Lavezzi, Hamsik e Cavani. Quali sono le tue aspettative?
"Prima di tutto voglio ambientarmi bene al calcio italiano. Spero di poter competere con loro per giocarmi un posto da titolare. Sarà dura, ma ci proverò"
Conosci le cifre dell'operazione?
"Non c'è ancora nulla di definito. Tuttavia esiste una clausola rescissoria di 1.300.000 dollari. Presidente ed allenatore del San Lorenzo stanno cercando di trattenermi fino a dicembre. Tutto si deciderà in queste ore"
Quando arriverai a Napoli?
"Il mio agente mi ha detto che tra mercoledì e giovedì firmerò il contratto quinquennale con il Napoli. Non vedo l'ora di arrivare e di mettermi a disposizione"
Cristian per chiudere, il tuo saluto ai tifosi azzurri...
"Attraverso il vostro sito mando un saluto affettuoso a tutti i tifosi del Napoli. Spero di regalarvi tanta felicità, darò tutto per questa maglia"
lunedì 1 agosto 2011
E sono 85, buon compleanno Napoli!
Ottantacinque anni e non mostrarli affatto. Sono gli anni in cui la Napoli del pallone si stringe intorno al suo simbolo, il Napoli. Il 1 agosto del 1926 l'imprenditore Giorgio Ascarelli fonda l'Associazione Calcio Napoli dalla precedente Internaples. Viene scelta la casacca azzurra che rappresenta il cielo e il mare della città. Il simbolo è inizialmente un cavallo ma il primo campionato nazionale lascia più amarezze che soddisfazioni. Si narra che alcuni tifosi paragonano la squadra ad un ciuccio più che ad un cavallo e precisamente o' ciuccio e fichelle , l'asino di un contadino gravato da oltre trenta piaghe. Nasce così, il simbolo del ciuccio dopo quel campionato 1926/27. Il Napoli gioca nel piccolo stadio dell'Arenaccia ma Ascarelli costruisce di tasca propria il primo vero stadio del club, il Partenopeo, inaugurato nel 1930 con una capienza di dodicimila posti.
Ascarelli, prima di morire prematuramente, getta le basi per il primo grande Napoli della storia, per alcuni più forte anche di quello dell'era d'oro. E' il Napoli dei campioni Sallustro e Vojak, del grande portiere Cavanna, della solida coppia difensiva Vincenzi e Innocenti. Nel 1942 i bombardamenti della seconda guerra mondiale distruggono lo stadio, noto come Ascarelli in memoria del primo presidente azzurro. Il Napoli giocherà al Collana del Vomero fino al 1959 per passare poi al San Paolo. Nel 1945 compare per la prima volta la N sulle maglie con Achille Lauro alla guida del club.
Lo stemma del club sarà rivisitato nel 1964 sotto la presidenza di Roberto Fiore che battezza l'attuale denominazione Società Sportiva Calcio Napoli Spa. La N diventa più piccola per fare spazio alla nuova denominazione. Dopo Ascarelli, Fiore torna a far sognare i tifosi acquistando in un colpo solo Sivori e Altafini dalle blasonate Juventus e Milan. Il vero colpo del giovane presidente fu la realizzazione di un capitale sociale notevole grazie alla vendita degli abbonamenti alle aziende che, a loro volta, li cedevano a rate ai propri dipendenti (il futuro Cral). Gli abbonati furono 69 mila e il sistema consentì alle banche di aprire il credito al club che operò alla grande sul mercato. Il Napoli si piazza terzo e poi secondo sfiorando il tricolore. I contrasti con Lauro favorirono, però, un socio giovane, Corrado Ferlaino, che dal 1969 diventò il presidente e il maggiore azionista del Napoli.
Sotto la guida dello scaltro ingegnere si alternarono campionati buoni, tanti colpi in entrata come quelli di Savoldi e Krol, ma anche in uscita, come le cessioni di Claudio Sala, Zoff e Altafini. Alti e bassi che portarono il Napoli a sfiorare anche lo scudetto in due annate fino a quando l'ingegnere non acquista Diego Armando Maradona per costruire il Napoli vincente. Gli scudetti e le coppe sono il coronamento di un sogno inseguito dalla tifoseria.
Il resto è storia recente. Le vittorie dell'era Maradona sono costate tanto in termini di bilancio e gettano le basi per ben quindici anni bui dove l'ingegnere è costretto a cedere i pezzi migliori per tenere a galla il club. Ferlaino, grazie alla sua abilità, riesce a cedere il club a Totò Naldi dopo la parentesi Corbelli. Naldi non riesce, però, a risanare la società. Il club fallisce nel 2004 e a rimetterci più di tutti è l'imprenditore alberghiero.
Il fallimento, però, apre la strada alla rinascita firmata Aurelio De Laurentiis che già nel 1999 tentò di strappare il Napoli a Ferlaino con l'appoggio dell'ex presidente Roberto Fiore. La trattativa fallì e Fiore promise a De Laurentiis che si sarebbe fatto vivo nel momento opportuno per invitarlo nuovamente a prendere il Napoli. L'occasione nasce nel 2004. E' il 31 luglio, il Napoli si avvia al fallimento e Fiore mantiene la promessa contattando a Capri Aurelio De Laurentiis che si convince.
Rinasce il Napoli con la denominazione temporanea di Napoli Soccer. Due anni dopo il club acquisirà nuovamente la vecchia denominazione.
Ascarelli, prima di morire prematuramente, getta le basi per il primo grande Napoli della storia, per alcuni più forte anche di quello dell'era d'oro. E' il Napoli dei campioni Sallustro e Vojak, del grande portiere Cavanna, della solida coppia difensiva Vincenzi e Innocenti. Nel 1942 i bombardamenti della seconda guerra mondiale distruggono lo stadio, noto come Ascarelli in memoria del primo presidente azzurro. Il Napoli giocherà al Collana del Vomero fino al 1959 per passare poi al San Paolo. Nel 1945 compare per la prima volta la N sulle maglie con Achille Lauro alla guida del club.
Lo stemma del club sarà rivisitato nel 1964 sotto la presidenza di Roberto Fiore che battezza l'attuale denominazione Società Sportiva Calcio Napoli Spa. La N diventa più piccola per fare spazio alla nuova denominazione. Dopo Ascarelli, Fiore torna a far sognare i tifosi acquistando in un colpo solo Sivori e Altafini dalle blasonate Juventus e Milan. Il vero colpo del giovane presidente fu la realizzazione di un capitale sociale notevole grazie alla vendita degli abbonamenti alle aziende che, a loro volta, li cedevano a rate ai propri dipendenti (il futuro Cral). Gli abbonati furono 69 mila e il sistema consentì alle banche di aprire il credito al club che operò alla grande sul mercato. Il Napoli si piazza terzo e poi secondo sfiorando il tricolore. I contrasti con Lauro favorirono, però, un socio giovane, Corrado Ferlaino, che dal 1969 diventò il presidente e il maggiore azionista del Napoli.
Sotto la guida dello scaltro ingegnere si alternarono campionati buoni, tanti colpi in entrata come quelli di Savoldi e Krol, ma anche in uscita, come le cessioni di Claudio Sala, Zoff e Altafini. Alti e bassi che portarono il Napoli a sfiorare anche lo scudetto in due annate fino a quando l'ingegnere non acquista Diego Armando Maradona per costruire il Napoli vincente. Gli scudetti e le coppe sono il coronamento di un sogno inseguito dalla tifoseria.
Il resto è storia recente. Le vittorie dell'era Maradona sono costate tanto in termini di bilancio e gettano le basi per ben quindici anni bui dove l'ingegnere è costretto a cedere i pezzi migliori per tenere a galla il club. Ferlaino, grazie alla sua abilità, riesce a cedere il club a Totò Naldi dopo la parentesi Corbelli. Naldi non riesce, però, a risanare la società. Il club fallisce nel 2004 e a rimetterci più di tutti è l'imprenditore alberghiero.
Il fallimento, però, apre la strada alla rinascita firmata Aurelio De Laurentiis che già nel 1999 tentò di strappare il Napoli a Ferlaino con l'appoggio dell'ex presidente Roberto Fiore. La trattativa fallì e Fiore promise a De Laurentiis che si sarebbe fatto vivo nel momento opportuno per invitarlo nuovamente a prendere il Napoli. L'occasione nasce nel 2004. E' il 31 luglio, il Napoli si avvia al fallimento e Fiore mantiene la promessa contattando a Capri Aurelio De Laurentiis che si convince.
Rinasce il Napoli con la denominazione temporanea di Napoli Soccer. Due anni dopo il club acquisirà nuovamente la vecchia denominazione.
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